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alfa romeo cuorerosso frontale
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No, non ci siamo (ancora) dimenticati come si fanno le auto.

Alfa Romeo Cuorerosso e Porsche Mission S ci ricordano che in Europa possiamo ancora dire la nostra, specialmente in un mercato piatto come quello odierno.

Motori

Il 2026, ma in generale direi gli ultimi 10 anni, probabilmente non verrà ricordato in modo entusiasmante dagli appassionati di auto (sì, ce ne sono ancora, anche tra le nuove generazioni). Se Ferrari Luce è l’esempio più lampante di come una marchio “intoccabile” possa rischiare di rovinare decenni di successi in pochi istanti, ce ne sono altrettanti che potremmo citare.

Indice
  1. 1.E allora come siamo arrivati a questo Ottobre 2026?
  2. 2.Alfa Romeo Cuorerosso
  3. 3.Porsche Mission S
ferrari luce tre quarti anteriore

Mercedes-AMG GT 4-Door elettrica non è da meno infatti, con il marchio tedesco che in un colpo solo ha salutato il suono del V8 sostituendolo con uno artificiale. E anche il design, seppure personale, non è poi così tanto più piacevole di quello di Luce.

mercedes amg gt 4 door elettrica frontale

Ci sono poi i marchi più tradizionali, senza andare a scomodare le decine all’interno della costellazione Stellantis, che sembrano essere più che altre tenuti in vita con una flebo, che non si sono fatti mancare uscite che hanno a dir poco diviso gli appassionati.

BMW con la sua Neue Klasse, che seppur “piacevole e futuristica” in alcuni modelli, ha diviso e non poco sulla nuova classe 3, specialmente per quanto riguarda gli interni.

bmw serie 3 neue klasse esterni

Ed è proprio qui che vorrei focalizzarmi in questo articolo: l’estetica, si sa, è cosa personale. E abbiamo decine di casi degli anni passati dove un design, considerato “particolare” all’uscita, è poi diventato parte di un’intera generazione di auto e considerato “storico”.

Lo stesso può valere per gli interni, tranne quando però questi, pur di apparire futuristici, vanno ad inficiare nella funzionalità di tutti i giorni. Gli schermi sono comodi e sempre più veloci e risoluti. Ma se poi devo distrarmi per cambiare il clima mentre guido, solo perché in questo modo il design “è più pulito”, allora non si tratta più di scelta personale.

bmw serie 3 neue klasse interni panoramic vision

Degli interni come quelli di BMW fino al 2022 (ma perché no, anche quelli di Alfa Romeo Giulia attuali, senza citare poi Mazda) riuscivano a coniugare tecnologia e design: i display erano ben inseriti all’interno del cruscotto e tutto aveva un senso, si notava che il designer ci aveva messo del suo per integrare la tecnologia e renderla piacevole e utile.

Con le ultime generazioni di auto tutto ciò si è perso: non è Tesla, che ha fatto sempre dalla sua la semplicità, bensì centinaia di modelli cinesi, per i quali è decisamente più semplice, comodo ed economico implementare tutte le funzioni all’interno di un unico display centrale.

E chissenefrega se poi voi vi dovrete sorbire decine di sotto menu mentre siete nel traffico, solo per cambiare un’impostazione del climatizzatore o per disattivare qualche controllo (spesso inutile se non che pericoloso) come il mantenitore di corsia.

E allora come siamo arrivati a questo Ottobre 2026?

Così, di colpo, senza senso, in pochi giorni ci troviamo di fronte a due icone della storia dell’automobilismo, che ancora una volta cercano di riscrivere tutto: Alfa e Porsche presentano due vetture concept che, seppur distanti tra di loro e con filosofie diverse, ci danno un minimo di speranza di cui avevamo un bisogno assoluto.

L’unione del digitale e analogico, quelle linee immortali che fanno girare ancora la testa a grandi e piccoli, con richiami sì di storia ma anche di futuro e sportività. Ma allora è vero che non ci siamo scordati di come si disegna e costruisce un’automobile, in Europa?

Alfa Romeo Cuorerosso

Presentata al Salone di Parigi 2026, la Cuorerosso è una coupé 2+2 di 4,70 metri. Non è stata presentata come un nuovo modello in arrivo, va bene, ma è pur sempre un manifesto del futuro linguaggio Alfa Romeo.

alfa romeo cuorerosso frontale
alfa romeo cuorerosso laterale
alfa romeo cuorerosso posteriore

L’abitacolo prende la direzione opposta a quella di molte auto moderne, dove gli schermi occupano gran parte della plancia: l’obiettivo è ridurre le distrazioni. La plancia, sottile e orizzontale, si ispira alla 33 Stradale. Davanti al guidatore c’è il “Cannocchiale Vivente”, che con meccanismi elettro-meccanici unisce i due classici quadranti circolari in uno solo e mostra solo le informazioni essenziali per la guida. In alternativa, si divide in due elementi separati in modalità “Immersivo”.

alfa romeo cuorerosso plancia doppio cannocchiale
alfa romeo cuorerosso plancia cannocchiale singolo

Sul tunnel centrale, il Magma Display combina schermo touch, ghiera rotativa, selettore delle modalità di guida (Cruise, Sport, Quadrifoglio) e comandi a levetta. Il digitale c’è, ma si muove, si tocca e si gira come un oggetto meccanico.

alfa romeo cuorerosso magma display

Porsche Mission S

Svelata a New York il 15 ottobre, la Mission S anticipa una supercar a motore centrale da collocare sopra la 911. Invece di riempire la plancia di schermi, Porsche ha scelto un’impostazione minimalista che mette il guidatore al centro.

porsche mission s frontale
porsche mission s tre quarti anteriore
porsche mission s posteriore

Dietro il volante tornano i cinque strumenti circolari, con il contagiri al centro, che riprendono una firma storica della casa.

porsche mission s strumentazione cinque quadranti
porsche mission s strumentazione dettaglio

Non c’è uno schermo centrale. Al suo posto, un supporto retrattile con MagSafe ospita lo smartphone per navigazione e app Porsche, e l’app permette anche di visualizzare grafiche storiche degli strumenti.

porsche mission s leva cambio interruttori

Le funzioni di guida e comfort si gestiscono con interruttori fisici a levetta. Anche l’orologio Sport Chrono è stato ridisegnato per unire elementi analogici e digitali.

porsche mission s abitacolo

Il tocco più simbolico è la chiave in alluminio che si inserisce a sinistra del volante, nel solco della tradizione Le Mans, proprio mentre alcune 911 recenti sono passate al pulsante.

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